nicola callipari
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| litigo per la pace litigo ancora e litigo by guido arci camalli |
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Titolo: testimonianza
Questa estate ho deciso di vivere un’esperienza per me particolare e significativa…
Già da tempo, grazie a qualche incontro fortuito, ho avuto la possibilità di avvicinarmi a qualche persona proveniente dal Kosovo e così ho pensato di andare a vedere i luoghi e tentare di capire la storia di queste persone.
Ho chiesto, e sono venuta a conoscenza tramite il passaparola di un’associazione di Imperia, Sprofondo Imperia (sito internet www.sprofondoimperia.it), che organizza ogni anno campi di animazione di quindici giorni in due scuole in Kosovo, una di etnia albanese e l’altra in un’enclave serba.
Il 30 di luglio così sono partita da Milano insieme alle altre tre persone che con me avrebbero vissuto quest’esperienza. Due giorni di viaggio in treno attraversando tutti i Balcani e finalmente lunedì sera sono giunta a Runik, un paese come tanti a sud di Mitrovica. Cosa mi colpisce subito: la lunga e unica strada asfaltata che taglia in due il paese, la polvere delle altre strade, le case non intonacate e la mancanza di elettricità per ore, come tutti i giorni. Presto finisce il giorno e così tutti e quattro ci troviamo a lume di candela a parlare con il signor Bahri, il direttore della scuola.
E questo è l’inizio.
Fondamentale e affascinante in questo viaggio è stato l’essere ospitata in famiglia così mi sono avvicinata di più alla realtà di questo villaggio di etnia albanese e di religione musulmana. La mia famiglia era composta da otto persone, papà, mamma, nonno e cinque figli, alla quale spesso si uniscono cugini e zii che vengono in visita da lontano e si stabiliscono qualche giorno. La casa non è molto grande, ma ha vicino la stalla dove ci sono due mucche, c’è l’orto, ci sono le galline. Ogni famiglia mangia gli animali che alleva, ciò che coltiva nell’orto o i frutti degli alberi, ci sono però dei piccoli negozi che hanno ormai tutti i prodotti commerciali.
In famiglia coi figli più grandi si parlava in inglese, uno di loro studia a Milano. Con il loro aiuto durante l’animazione alla scuola abbiamo potuto far meglio in quanto traducevano ai bambini i giochi o le attività. L’animazione alla scuola è stata tanto bella quanto faticosa. Purtroppo noi volontari eravamo in quattro e i bambini ogni giorno si moltiplicavano sempre più fino ad essere anche sessanta. Essa consisteva in giochi, molti dei quali si fanno in oratorio, canzoni bans, laboratorio. Purtroppo nella società kosovara non esiste nulla al di fuori della scuola per i bambini, i ragazzi ed anche gli adolescenti, così questa animazione è per loro un sollievo nel vuoto delle loro estati. E’ intenzione dell’associazione costruire un centro culturale, un luogo dove i ragazzi e i giovani possano incontrarsi, possano formarsi e portare avanti tutte le attività di animazione e sostegno anche verso i più piccoli.
Questa per me e per i miei amici non è stata solo una vacanza impegno ma ci sono state tante occasioni per girare, incontrare la gente, vedere la bellezza della natura, visitare luoghi significativi della guerra. Abbiamo incontrato nel vicino paese, comune di Runik un’associazione nella quale si tenta di curare il disagio psichico e i traumi provocati dalla guerra; abbiamo visitato la casa di Adem Jashari, leader dell’UCK, esercito autonomo di liberazione albanese, assediata dai serbi, ora museo a cielo aperto e conosciuto una ragazza adolescente unica superstite di quel massacro, la fossa comune, i terreni segnalati per il ritrovamento di mine anti-uomo, le tombe sparse dei tanti aderenti all’uck. In quei giorni ci sono stati tanti matrimoni con la musica e i tamburi, festeggiamenti lungo tutta la strada fino a casa degli sposi, io e le altre ragazze siamo state alla festa delle donne, il secondo giorno di nozze, dove ci si può lanciare nelle danze senza timore.
Il Kosovo oggi è un protettorato Onu, ovunque, sia nelle città più importanti quali Pristina, la capitale, o Mitrovica la città tagliata in due, metà serbi metà albanesi, o come in ogni piccolo villaggio girano militari nei loro grandi mezzi bianchi, Onu, o nei mezzi blindati Kfor, controllano, mettono posti di blocco. Non sono così bene visti dalla popolazione locale.
Una delle ragioni della loro presenza è che la maggioranza della gente è di etnia albanese, mentre in enclavi, territori perimetrati e sorvegliati dai militari, vivono, segregati invece i serbi. C’è tensione tra le due etnie.
Cosa mi ha insegnato questa esperienza… che la vita è così bella che vale la pena di viverla a qualsiasi costo, anche dopo una guerra che ha lasciato disturbi, traumi che riemergono, come quando al ritorno da una partita a pallavolo nel campo improvvisato vicino a casa, si sentono degli spari dei festeggiamenti del matrimonio e un ragazzo si butta a terra mentre la sorella si protegge la testa con le mani, quando a scuola si costruisce l’aeroplanino di carta e i ragazzi fanno il verso del bombardamento, o quando un ragazzino ti racconta di esser stato profugo e di aver fatto settanta chilometri a piedi.
La guerra nei Balcani per me è stato un fatto mediatico perché la racconta la Tv, ma quando ci si addentra in quell’esperienza si scopre che ci sono le persone, la sofferenza, i fatti vanno oltre le immagini. La gente comunque è cordiale, è ospitale e non manca l’occasione di salutare, di fermarsi a parlare di offrirti il caffè turco.
Autore: Alessandra
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In treno o in bus
In treno o in bus
Parlando e ascoltando
Le storie dei Balcani
Da Imperia al Kosovo
Iniziano le nostre avventure animate
Gioie e disagi
in mondo pieno di pensieri
questa strana lingua serba
carica di storia e di conflitti
gioie e disagi
in questa corriera piena di tante diversità.
scrivi
Scrivi di pacifisti
Libri bianchi ancora da riempire,
bambine che dimenticano almeno tentano
un odio tra due paesi
Scrivi dei loro traumi
Nei caldi mesi di agosto
Scrivo del loro essere liberi
Liberi di non poter essere controllati
Nei loro cervelli
immaginare
Immaginare un elefante leggero
Volare come una banana viola
Inseguire un vigile nudo
Bere la benzina scaduta
Dormire sopra il fuoco di un girasole
Le voci
Le voci kossovare
I colori delle bombe occidentali
Rosse,grigie,bianche
Le voci di messe kossovare
I colori degli alberi spogli
Una sola verità la guerra
I freni
I freni del occidente
Gli sviluppi di nuove situazioni
Son dure giornate a priluze
Le faccie dei nostri giochi animati
Un trallalero che accumuna
La felicità dei bambini
Punti
Punti di fiori e colori
Punti di suoni e muri multicolori
In una pristina che tenta di rialzarsi
Raccolta il mio amiko slobodan
Che non esistera mai un kosovo indipendente
Punti fuori le righe
Dove la minoranza diventa maggioranza
Mir* mir=pace in serbo
Il biondo mir della pace
Il bianco e lo zero
La lunga misteriosa nottata
La lunga misteriosa giornata
Per una mir un po’ pigra
Belgrado
Nei palazzi di Belgrado
In questo piccolo rumoroso mondo balcano
Io dal basso ascolto
Il cadere delle foglie nel parco
È un estate magica
Belgrado risvegliata
Piena di grinta
Quella stessa che avete voi amici miei
Leggendo
Nelle foglie leggo
Una nuova voglia di pace
Leggo le banchine
E trovo la voglia di rinnovamento
Leggo nel cemento
E trovo solo inquinamento
Leggo nel cielo
e qui trovo una grande armonia
stringo
stringo con forza il Danubio
stringo con forza amore per la vita
in una vita piena d’amore
il
il vento nei capelli
vento del Danubio
vento di un tramonto da favola
che riflette nel acqua
vento di un amore di plastica
scale
sulle scale del castello
con l’odore della malinconia
pensando al kosovo a priluze
sulle scale di una gioventù
io
ti cerco anima mia
valentina dei miei occhi
ma tu sei di un altro
mi cerco nei sorrisi da clown
ma non mi riesco ad trovare
io solo io
sono la mia colpa
sono il mio pentimento
paura di non saper amare
ti cerco anima mia
son tuoi i capelli neri
sempre soffro per amori mai ricambiati
in questa Belgrado
mentre nasce il tuo amore
muore il mio
arriva
arriva il buio di Belgrado
arriva l’ennesima giornata solo
Gioco
in gioco da bambini
i giochi di animazione
nulla è difficile
gioco con la fantasia
che devo saper usare
un gioco con i bambini
un cavallo che trotta velocemente
una maschera costruita con la carta
son giochi più divertenti che noiosi
i nostri maghi di giacchio
la grande partita di calcio
dove non importa chi vince
importa solo giocare
Gioco 2
gioco da bambini
giochi di animazione
giochi di fantasia
giochi di bambini
giochi interessanti o noiosi
lunghi e fantasiosi
dialoga
dialoga col nulla
hai confini del ovest
un muro di fragile illusione
mi attende Sarajevo stò arrivando
occhio
occhio di sfinge
sguardo acceso
capelli mossi
gambe lunghe
nei momenti di paura ti fisso
tra un gioco e l’altro
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